Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

I principi attivi delle piante

Il metabolismo della pianta verde produce, innanzitutto, i glucidi e i protidi. Una parte dei glucidi viene poi trasformata in altri composti; tra questi, i lipidi sono i più importanti per la pianta. Ma il metabolismo produce anche elementi secondari, che l’uomo sfrutta in campo terapeutico: glucosidi, alcaloidi, oli essenziali e tannini. I vegetali, inoltre, ci forniscono le vitamine, gli oligoelementi e gli antibiotici.

I glucosidi. Questi composti sono costituiti dall’unione di un glucide e di un elemento non zuccherino chiamato genina o aglicone. Si ritiene che le genine siano dei semplici prodotti  di escrezione e, come tali, sarebbero tossiche, ma l’associazione con i glucidi ne neutralizza la tossicità, formando così un glucoside non tossico. Così, il Prunus laurocerasus secerne un olio contenente glucosidi cianogenetici. La genina di questi glucosidi, l’acido cianidrico, è un potente veleno per l’essere umano; bisogna quindi diffidare sempre. Molti glucosidi hanno un impiego in medicina, come ad esempio la digitalina, efficace cardiotonico, o il salicinato che è stato il precursore dell’aspirina. i glucosidi vengono classificati secondo la natura delle loro genine.

Gli alcaloidi. Sono composti azotati la cui funzione non è ancora chiarita: si ritiene che si tratti di residui. La loro composizione chimica è complessa e, secondo la struttura del loro nucleo, vengono classificati in circa 15 gruppi. Si localizzano in punti diversi, secondo la pianta: per esempio, la nicotina è sintetizzata dalle radici della pianta del tabacco, ma si accumula soltanto nelle foglie. L’alcaloide del papavero è contenuto nel frutto, il chinino nella corteccia, la caffeina nel seme, ecc. Già all’inizio del XIX secolo, quando Serturner isolò la morfina dall’oppio, gli alcaloidi (chiamati allora alcali vegetali) hanno destato l’attenzione della medicina, perchè la loro azione sull’organismo umano è di una forza incomparabile: agiscono in dosi infinitesimali e hanno una precisa azione su una funzione dell’organismo. Oggi se ne conoscono più di 1000 e si ritiene che il 15 – 20% delle piante a fiore ne contengano. Dal lattice di una sola capsula immatura di papavero oppiaceo si estraggono ben 25 tipi di alcaloidi. Il sapore degli alcaloidi è spesso amaro; la loro azione è tanto possente ch eil oro impiego deve essere rigorosamente dosato. Qualche grammo di foglia di cicuta può provocare la morte di un uomo. Dalla stricnina all’efedrina, dalla teofillina all’emetina, gli alcaloidi costituiscono la fonte più importante delle medicine.

Gli oli essenziali.  Anche questi sono residui del metabolismo della pianta. Se ne distinguono due forme: le essenze vegetali e le resine. Si presentano in emulsioni, solitamente raccolte in gocce piuttosto grosse, che si riversano all’esterno della pianta mediante canali escretori. Ma le sostanze vegetali, in quanto volatili, si diffondono nell’aria attraverso l’epidermide delle foglie e dei fiori. Emanano sovente un odore molto intenso e conferiscono ai vegetali il loro profumo. Gli oli essenziali sono composti terpenici. I terpeni sono idrocarburi composti da lunghe catene di isoprene la cui formula può schematizzarsi in: (C5H8)x. Siccome gli isopreni possono unirsi l’uno all’altro in diversi modi, ne risulta che il numero degli oli essenziali è molto elevato. Le resine naturali sono, di solito, disciolte negli oli essenziali e, allorchè questi esaporano, compaiono come residui vischiosi oppure solidi. E’ per questo fenomeno che, quando oli essenziali essudati dal tronco di un pino arrivano all’esterno, le essenze evaporano lasciando un residuo appiccicoso, cioè la resina. L’hashish è una resina che si estrae dalla canapa indiana. Gli oli essenziali hanno un’azione antisettica e ritardano la putrefazione del legname. L’uomo li utilizza in farmacia: le gemme dei pini, cosparse di resina costituiscono un buon asettico per le malattie polmonari.

I tannini. Sono sostanze fenoliche diverse che colorano di bruno-rossastro gli organi in cui sono contenute; si ritiene che si tratti, anche in questo caso, di residui del metabolismo. Alcune specie di piante ne accumulano in grande quantità: il legno stagionato del quebracho, pianta dell’America del Sud, contiene più del 20% in peso di tannino, che viene utilizzato nell’industria dei pellami perchè rende imputrescibili le pelli animali. Si utilizza il tannino come reagente chimico e in medicina si usa per le sue proprietà astringenti e di contravveleno. Esistono altri coloranti vegetali con virtù medicinali, come i flavoni, pigmenti gialli simili al tannino, usati per curare la fragilità capillare.

Vitamine – Elementi minerali – Antibiotici. Le piante ci forniscono catalizzatori biochimici indispensabili, le vitamine, che il corpo non può sintetizzare e che si trovano nei frutti e negli ortaggi freschi in un miscuglio equilibrato.
I vegetali ci forniscono anche una quantità di elementi minerali indispensabili ala nostro corpo, quali: azoto, calcio, potassio, sodio, ecc. Alcuni di questi elementi sono presenti nel nostro organismo in piccole quantità , per altro estremamente necessarie, e sono denominati oligoelementi; tra questi zinco, ferro, cobalto, rame, manganese, litio, cesio, nichel, molibteno, ecc. Un uomo del peso di 70kg ha nell’organismo circa 4,2 g di ferro, di cui 3 g nella emoglobina del sangue, 2,2g di zinco e 0,28 di manganese. Le piante ci offrono quasi tutti gli oligoelementi in miscugli equilibrati. Infine, molti vegetali producono antibiotici: la penicillina si estrae da una muffa. Le essenze solforose dell’agio, alcuni glucosidi della senape e gli alcaloidi del nenufaro sono antibiotici.

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