Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

Le erbe magiche

Così pure esiste una letteratura che proviene dal passato in cui si citano le erbe che vengono prescelte perché ritenute in possesso di poteri magici, e come tali capaci di apportare fortuna o altri doni a chi ne sia in possesso. Tra le erbe ritenute magiche troviamo tanti esempi come la famiglia delle solanacee; queste piante vengono chiamate proprio consolatrici perché contenevano qualcosa che dava la felicità, tranquillità e oblio. Le solanacee sono diffuse nell’America meridionale, importate in seguito in Europa contengono principi molto importanti, le più note da noi sono la patata, il pomodoro, la melanzana.

Un’altra pianta molto diffusa e nota perché legata alla magia è la salvia, della famiglia delle labiate ricca di 500 specie, il nome deriva dal latino salus poiché fin dall’antichità furono riconosciute le sue proprietà medicinali. La salvia ha foglie piccole, ovali e tormentose; il fiore è riunito in spighe; la radice è molto grossa ed ha diverse diramazioni.

Sono molti gli autori che la descrivono per le sue qualità e poteri. Una leggenda narra che mentre la sacra famiglia fuggiva in Egitto per evitare le ire di re Erode la salvia ad ogni sosta del lungo cammino scuoteva i suoi petali per far adagiare il bambino Gesù su un morbido giaciglio di fiori: in cambio di ciò la pianta ebbe il dono di guarire gli uomini.

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La salvia ha anche proprietà magiche ed in un ricettario del 1500 se ne elencano le sue virtù: una ricetta prescrive di prendere due manciate di salvia selvatica e pestarla in un vaso che non sia di vetro, chiuderlo ermeticamente con una pezza di lino e collocarlo per trenta giorni sotto il letame. Trascorso questo periodo si troveranno nel recipiente dei vermi che essiccati al sole si ridurranno in polvere, questa polvere va conservata con cura perché portandola addosso rende l’uomo docile ed ottimista, mentre portandola sotto la pianta dei piedi produrrà favori. Tendendola nella mano destra ogni desiderio segreto sarà esaudito e se la polvere sarà posta sotto la lingua la donna baciata sarà conquistata.

Un’altra pianta che ha a che fare con la magia è la verbena, della famiglia delle verbanacee: anticamente godeva di grande venerazione e le si attribuivano poteri magici, in particolare quello di riconciliare i cuori addolorati. La pianta era sacra per i Druidi e la sua raccolta avveniva con cerimonie imponenti; veniva usata per ripulire l’altare degli dei oppure per cingere la fronte dei guerrieri. Anche tra i Romani veniva venerata, ed era diffuso l’uso di impiegarla da parte di maghi e fattucchiere nella preparazione delle pozioni e di altre ricette; ve ne era anche un utilizzo decorativo, per fare ad esempio ghirlande.

La verbena veniva anche molto utilizzata perchè si diceva che fosse capace di guarire tutto, infatti, sembrava che i suoi infusi avessero un forte potere su tutte le malattie. Un’altra pianta molto comune era l’aglio, che ha dato adito a numerose leggende. Essa ap- partiene alla famiglia delle liliacee e la sua coltivazione si ritrova fino a 3000 anni prima di Cristo, i Greci lo aborrivano per il suo odore e sapore mentre i Celti lo avevano in gran pregio.

Alla famiglia appartengono oltre 200 specie di cui la più comune è quella italiana allium sativum, è una pianta spontanea dei paesi temperati. Con l’aglio si fanno trecce che un tempo si appendevano alle porte per tenere lontani i vampiri, attorno alle trecce si costruiscono collane che messe attorno al collo servivano allo scopo.

Effetti diversi ha il ginepro, una pianta della famiglia delle cuprassacee nota per le sue bacche usate come profumo. La pianta è comune sia nei boschi di montagna che in quelli mediterranei, è un arbusto sempreverde con foglie aghiformi e frutti. Il ginepro avrebbe una proprietà magica curiosa: tenuto fuori dalla porta di casa allontanarebbe le streghe in quanto le foglie del ginepro sono piccole e numerose, e le streghe, stanche di contarle, proseguirebbero il loro cammino.

Alle proprietà molteplici dei fiori e delle piante si è aggiunto oggi anche l’uso della componente odorosa da essi emanata, pertanto questo aspetto le rende utili per la preparazione di prodotti cosmetici, sciroppi, unguenti, tisane, ecc.

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Una Risposta

  1. mi sa che comincio a fare qualche esperimento 🙂

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    6 dicembre 2013 alle 12:18

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