Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

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L’aceto di mele

L’aceto di mele è stato a lungo utilizzato come aiuto sia per la salute del sistema cardiocircolatorio che per la perdita di peso. Pare che si tratti di un sistema in uso sin dall’antichità; fonti storiche testimoniano addirittura come l’aceto di mele fosse già in uso presso gli antichi egizi.

Si tratta di un integratore molto sicuro anche per i bambini, infatti non ci sono effetti collaterali noti derivanti dal suo utilizzo. Questo prodotto si ottiene dalla fermentazione del succo di mela, che avviene tramite l’ossigeno, e produce acido acetico. Il prodotto finale   deve essere a doppia fermentazione e senza successive procedure quali distillazione, filtraggio o pastorizzazione.

L’ aceto di mele risulta essere molto benefico per l’organismo: esso, infatti, è ricco di minerali, vitamine ed altre sostanze. Contiene vitamina C, vitamina E, vitamina A, vitamina P, vitamina B1, vitamina B2 e vitamina B6. Possiede, inoltre, molti minerali utili all’organismo, come potassio, fosforo, calcio, zolfo, manganese, cloro, sodio, ferro,  magnesio, rame, silicio, e fluoro. L’aceto di mele contiene anche pectina, utile per una corretta funzionalità intestinale.

E’ sempre consigliato il consumo di aceto di mele perché gli acetobatteri, cioè quelli responsabili dell’acidificazione, hanno un’alta affinità con la flora batterica dell’intestino umano e quindi svolgono un’azione risanatrice e disintossicante e combattono l’attività dei batteri putrefattivi (quelli che causano le disfunzioni intestinali e le coliti). L’aceto di mele svolge un’azione tonificante, mineralizzante, riequilibrante degli eccessi di acidità. Ha un’azione battericida, atta a prevenire enteriti e diarree causate da batteri (come la salmonella) dannosi per il nostro organismo. E’ in grado, inoltre, di rallentate il processo di indurimento vascolare ed è un magnifico apportatore di potassio che funge, per il nostro organismo, da pompa per introdurre gli elementi nutritivi nelle cellule del corpo.

Le funzioni svolte da questa bevanda sono molteplici, tra queste vi è la proprietà di disintossicare il fegato, che a sua volta svolge un ruolo importante nella perdita del peso. Da recenti studi, infatti, è emersa anche la sua azione di bruciare i grassi. Inoltre, è un ottimo alleato contro la ritenzione idrica.

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In sintesi:

-disintossica, depurando il sangue e l’intestino;

-aiuta a digerire;

-aiuta la pelle a mantenersi giovane, favorendo il ricambio epidermico;

-favorisce la fissazione del calcio;

-ottimizza le funzioni nervose;

-favorisce la diuresi e accelera il metabolismo, aiutandolo a bruciare i grassi e ad eliminare le tossine;

-è un ottimo rimedio per la stipsi;

-combatte l’insonnia;

-cura il mal di gola e l’infiammazione delle tonsille .

Modalità d’uso: Per perdere peso, per mantenere il peso forma e per un effetto depurante sono necessarie 3 compresse, prima o durante i pasti, con cicli di almeno 4/6 settimane.

Per un effetto digestivo, 3 compresse al giorno preferibilmente dopo i pasti.

Controindicazioni: Nessuna

Aglio nero

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L’aglio nero è nato in Corea nel 2004 e si è diffuso rapidamente negli Stati Uniti per poi arrivare anche in Europa.

La nuova varietà di aglio – conosciuto anche come black allium – è stata ottenuta grazie alla fermentazione, un processo utilizzato da secoli in agricoltura e nell’alimentazione.

Aglio nero a prova di bacio

L’aglio nero sembra rappresentare la soluzione ideale per chi ama l’aglio, ma non sopporta i suoi effetti collaterali, a partire dall’odore sgradevole e dall’alito cattivo. Il black allium, infatti, lascia un gradevole retrogusto di liquirizia sul palato. L’aglio fermentato non ha odore e ha un sapore molto più dolce rispetto all’aglio comune, secondo chi lo ha ideato e assaggiato. E’ davvero a prova di bacio!

Come nasce l’aglio nero

L’aglio nero viene prodotto lasciando fermentare i bulbi di aglio fresco in un ambiente ad umidità e temperatura controllate per 30 giorni. Non vengono aggiunti additivi o conservanti. In seguito viene lasciato ossidare in una stanza apposita per 45 giorni. Attraverso questo lungo processo, gli spicchi d’aglio si anneriscono e si ammorbidiscono. Assumono inoltre un sapore simile a quello dell’aceto balsamico o della salsa di soia. L’aglio nero perde il classico gusto pungente dell’aglio tradizionale. In definitiva, è l’alternativa dedicata a chi non ama l’aglio ma non vuole rinunciare ai benefici per la salute di questo prezioso alimento.

Proprietà dell’aglio nero

L’aglio nero, ottenuto da un processo simile alla fermentazione, presenta un minor contenuto di allicina, ma una maggiore concentrazione di antiossidanti rispetto all’aglio tradizionale. L’aglio nero viene considerato un super-alimento o alla stregua di un integratore utile per favorire il benessere dell’organismo e per mantenersi in salute.

Uno studio condotto in Giappone nel 2009 aveva dimostrato che l’aglio nero risultava più efficace dell’aglio fresco nella riduzione delle dimensioni dei tumori, su modello animale. Lo studio in questione è stato pubblicato sul Medicinal and Aromatic Plant Science and Technology Journal. Un altro studio aveva evidenziato che l’aglio nero fermentato contiene il doppio degli antiossidanti rispetto all’aglio fresco.

Inoltre l’aglio nero potrebbe essere utile per contribuire alla riduzione del colesterolo. Questa azione benefica avverrebbe per via della presenza di un particolare composto solforoso, denominato s-allylcycteine (SAC), che agisce inibendo la sintesi del colesterolo. All’aglio nero sono stati attribuiti effetti positivi per quanto riguarda il trattamento della psoriasi.

Gli scienziati sono convinti che il SAC venga assorbito meglio dal nostro organismo rispetto all’allicina e che risulti biodisponibile al 100%. L’allicina è il principale componente antibatterico dell’aglio. La sua presenza ridotta nell’aglio nero potrebbe renderlo meno efficace nel trattamento delle infezioni.

Per quanto riguarda le caratteristiche nutrizionali dell’aglio nero, questo alimento contiene il doppio del fosforo rispetto al comune aglio crudo ed un quantitativo nettamente maggiore di calcio e di proteine. Secondo alcuni studi condotti di recente in Giappone l’aglio nero contribuisce a migliorare la forza fisica e a ridurre l’affaticamento, ma anche a migliorare il metabolismo del glucosio e a rendere più rapida la guarigione dal raffreddore. Il suo elevato contenuto di antiossidanti previene l’invecchiamento e protegge il cuore.

Aglio bianco o aglio nero?

Entrambe le tipologie di aglio presentano interessanti benefici per la salute. L’aglio bianco comune viene utilizzato da secoli come una vera e propria medicina. E’ uno degli alimenti-farmaco più impiegati dalla tradizione popolare per la cura delle infezioni e per il trattamento di disturbi come il mal di denti e i vermi intestinali. Potete consumare l’aglio nero e l’aglio bianco sia crudi che cotti, in aggiunta ai condimenti e ai vostri piatti preferiti. In Asia l’aglio nero viene utilizzato anche per la preparazione di alcune bevande.

Dove trovare l’aglio nero

L’aglio nero è stato presentato in Spagna al Salone Alimentare di Barcellona nel 2012 ed è arrivato sul mercato della Gran Bretagna nel 2009. E’ approdato in Occidente dall’Asia solo da pochi anni e viene utilizzato soprattutto in Corea e in Thailandia. Potrebbe risultare difficile trovarlo in Italia (aspettiamo le vostre segnalazioni). E’ più probabile che lo avvistiate durante un viaggio all’estero.

……. l’ erba degli angeli ……

Lidia Fontanella

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La leggenda vuole che sia stato l’ arcangelo Raffaele a farne conoscere l’ uso agli uomini; la leggenda infatti narra che l’ arcangelo apparve in sogno ad un uomo che viveva in un paese flagellato dalla peste svelandogli i poteri benefici della pianta.

La popolazione seguì i suggerimenti dell’ uomo e il paese sconfisse la malattia. In ebraico Raffaele vuol dire ”Dio che guarisce” e per questo motivo era considerato l’ angelo della guarigione e il custode dell’ umanità.

Anticamente costituiva una delle principali erbe medicinali, e ancora oggi  in Cina rappresenta la pianta medicinale più importante.

Nel medioevo i monaci la coltivavano come antidoto alla peste. Si consigliava di annusare la sua radice imbevuta di aceto, tale rimedio si racconta fosse stato dato da un angelo ad un frate.
I medici del Rinascimento soprannominarono l’ angelica “radice dello Spirito Santo” per le sue proprietà di curare le malattie più…

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Malattie da Raffreddamento … la bevanda di ” Ippocrate “

Lidia Fontanella

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Vis Medicatrix Naturae

per Ippocrate il corpo ha in sé i mezzi della guarigione

 ” la Natura è il medico delle malattie, ed occorre seguirne gli insegnamenti ” 

Ecco una ricetta antica,  attribuita proprio ad Ippocrate

1 bottiglia di un un rosso dolce, come ad esempio il Cabernet 
1/2 tazza di miele
6-8 grammi di ciascuno  delle seguenti spezie( non in polvere ) : 

di zenzero,  di cannella, di cardamomo, di chiodi di garofano, di noce moscata 

Una manciata di ciliege secche, uva passa e mandorle (scaglie o a fette è la cosa migliore)

Portare il vino e miele lentamente a ebollizione, togliete dal fuoco e aggiungete le spezie,  continuare a mescolare di tanto in tanto.

Lasciare riposare il tutto per 15-20 minuti circa prima di berlo.

 LF

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Reumatismi: rimedio naturale

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Un rimedio verde a base di cicoria per combattere dolori e reumatismi.

Decotto di cicoria

Per lenire i dolori  basta preparare questo salutare decotto antinevralgico e disintossicante con:
1 litro di acqua – 50 g di radici e foglie di cicoria – 30 g di foglie di ortica – 100 g di foglie di carciofi – succo di 1 limone.

 Preparazione

Far bollire le erbe, ben pulite,  per 10 minuti.
Far intiepidire, filtrare, aggiungere il succo di limone e mescolare.
Bere una tazza la mattina e la sera.

Petali di rosa

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I petali sono la parte più importante del fiore, perchè ne proteggono le strutture interne e gli organi riproduttivi. In genere, i petali sono delle foglie modificate che nel corso del tempo hanno subito una mutazione genetica tale da farle diventare più sottili e variamente colorate. Tra i petali più belli in assoluto troviamo senza dubbio quelli di rosa. Queste strutture vegetali si prestano a infiniti usi, sia gastronomici, che fitoterapici, ma anche ludici. I petali di rosa sono anche molto usati per le decorazioni di cerimonie e matrimoni dove fungono da coriandoli da lanciare ai festeggiati o agli sposi all’uscita dalla chiesa. I petali di rosa si possono usare freschi, ma anche essiccati. In entrambi i casi l’effetto decorativo è notevole e consente di arricchire ed impreziosire qualsiasi occasione.

Caratteristiche

I petali di rosa sono le strutture protettive del fiore di questa pianta. Nati probabilmente da foglie modificate, i petali di rosa hanno assunto forme e colori che variano in base alla specie d rosa a cui appartengono. Diversa è anche la loro profumazione, più o meno intensa e sempre legata alla varietà di rosa. Presi singolarmente, i petali di rosa hanno la forma di un cuore, mentre riuniti in gruppi formano la corolla del fiore. La parte inferiore dei petali è chiamata “unghia”, mentre quella superiore è detta “lamina”. La loro particolare conformazione permette di proteggere gli organi interni e riproduttivi del fiore, come gli stami ed i pistilli. Il numero di petali di rosa varia sempre in base alla specie. Alcune varietà di rosa possono avere anche cinquanta o sessanta petali, mentre altre solo dieci o cinque. Grazie agli ibridi si sono ottenuti petali di rosa con colori e profumazioni più intense. Esistono ibridi, come la Rosa tea, che presenta cinque petali di colore giallo, riuniti in due o tre fiori oppure in un’infiorescenza singola. I petali di rosa possono essere rossi, bianchi, gialli, fucsia, screziati, panna. E’difficile però trovare petali di rosa blu, perché, come già detto nel corso di un precedente approfondimento, le rose blu sono semplicemente dei fiori colorati con vernici artificiali. Molti petali sono presenti anche nelle rose rampicanti, dove i fiori sono molto piccoli, ma con un evidente effetto decorativo. Per ammirare petali di rosa intensamente colorati o profumati, si può ricorrere alla rosa canina o a quella rugosa, che presentano fiori singoli dove la conformazione dei petali è maggiormente evidente. I petali di rosa, se toccati a mano nuda, possono anche macchiare. Il loro tessuto è molto delicato, quasi vellutato e strapparli violentemente dal fiore costituisce una vera e propria violenza alla bellezza e alla salute della rosa, oltre che un gesto poco chic dal punto di vista estetico e decorativo.

Quando sbocciano

Le rose fioriscono in genere a primavera, nel mese di maggio. Esistono varietà di rosa che fioriscono anche in estate. Le specie rifiorenti possono anche sbocciare in autunno. In tutti questi casi si potranno ammirare petali di rosa di diversi colori, riuniti in infiorescenze singole o a gruppi, più o meno colorati e più o meno intensamente profumati. L’apertura di un bocciolo di rosa è sempre uno spettacolo per chi ha la fortuna di ammirarlo. Nell’apertura dei petali di rosa si può leggere il segno della natura che si risveglia e che rinasce ogni anno ricca di speranza e di colori. Lo sbocciare di una rosa è sempre un evento affascinante ed i petali di questo fiore non fanno altro che sottolinearne l’infinita bellezza.

Usi

Proprio per il loro elevato valore decorativo, i petali di rosa sono utilizzati nelle decorazioni delle cerimonie, per preparare rimedi fitoterapici, nella cosmesi e nella gastronomia. Nelle cerimonie si usano sia petali freschi che essiccati. I petali freschi hanno un impatto estetico notevole, ma spesso, a causa di condizioni climatiche avverse, rischiano di disidratarsi e di seccare prematuramente, non potendo essere utilizzati come coriandoli o come accessori decorativi. In genere è meglio non raccogliere in proprio i petali di rosa freschi, perché una raccolta maldestra potrebbe danneggiarli e renderli inutilizzabili. I petali di rosa freschi si possono comprare dal fiorista, che usa metodi di raccolta più delicati. I petali freschi si possono usare come coriandoli da gettare agli sposi assieme al riso, oppure per segnare il percorso che conduce i futuri coniugi all’altare. I petali di rosa si possono anche usare per decorare i tavoli e la sala del ricevimento. In queste occasioni si usano in genere abbinamenti di petali di rosa bianchi, rossi e rosa. I petali di rosa freschi possono decorare anche il tavolo di una romantica cena privata o la vasca da bagno. I petali sparsi sulla vasca piena d’acqua hanno un effetto rilassante sulla psiche e vellutante sulla pelle. Nel caso non sia possibile reperire petali di rosa freschi, si possono usare anche quelli secchi. Questi ultimi vanno però impiegati solo per decorare gli ambienti delle cerimonie o come coriandoli da lanciare con il riso, mentre è inutile usarli come essenze nella vasca di bagno, perché non avrebbero alcun effetto. I petali di rosa secchi si possono usare anche come decorazione della camera da letto. Alcuni di loro, magari rossi, poggiati su lenzuola bianche, possono fare da preludio a un’infuocata prima ( e non solo) notte di nozze.

Come essiccarli

I petali di rosa freschi si possono anche essiccare ricorrendo ad alcune semplici tecniche. I petali di rosa, inoltre, sono quelli che rispetto ad altri fiori si prestano meglio alla procedura di essiccazione. Possono essere raccolti dal fiore reciso, oppure durante le ore più calde della giornata. La procedura di essiccazione è più efficace se i petali vengono tenuti in un luogo caldo, arieggiato ed asciutto, magari avvolti in fogli di giornale o di cartone.

Come migliorare i petali freschi

Chi ama esclusivamente i fiori freschi, preferisce di conseguenza anche i petali nelle stesse condizioni. I petali di rosa freschi possono risultare intensamente colorati e profumati se la pianta viene adeguatamente irrigata e concimata. Le rose vanno irrigate in proporzione alle dimensioni dell’arbusto. Per le specie più grandi, il fabbisogno idrico sarà di dodici litri di acqua ogni due settimane. Questa quantità si riferisce alle rose rifiorenti. Se la temperatura sale, l’intervallo tra un’annaffiatura e l’altra va ridotto. Le rose vanno bagnate dal basso, perché l’acqua nei petali e nelle foglie potrebbe causare malattie fungine. La concimazione delle rose varia in base al metodo di coltivazione ( in vaso o in piena terra). Le rose in vaso vanno concimate con fertilizzanti minerali liquidi da diluire in acqua o con concimi granulati a lenta cessione, mentre quelle coltivate in piena terra possono essere indifferentemente concimate con concimi organici ( stallatico) o minerali a lenta cessione. Le dosi del concime vanno dimezzate rispetto a quelle indicate nella confezione, perché gli eccessi possono causare bruciature delle radici. Il periodo ideale della concimazione delle rose è in autunno, dopo la fioritura. In genere si tende a somministrare concime ogni quindici giorni, ma le rose tendono a sfruttare da sole le sostanze naturalmente presenti nel terreno. Le maggiori esigenze di concime sono, infatti, per le rose rifiorenti, che tendono a depauperare il suolo delle sue sostanze nutritive. Queste sostanze, una volta assorbite dalle radici della pianta, non si riformano più, rendendo necessario l’intervento della concimazione. Nella coltivazione delle rose rifiorenti, proprio per questa loro caratteristica e per evitare fenomeni di carenza, conviene procedere, periodicamente, alla sostituzione del terriccio in vaso, mentre per quelle coltivate in pieno campo, specie durante la concimazione autunnale, conviene distribuire stallatico maturo ai piedi della pianta, in tal modo si effettua anche una pacciamatura che protegge le rose dal gelo invernale. Calibrando correttamente le annaffiature e le concimazioni, le rose avranno fiori e, quindi, petali maggiormente colorati e profumati.

Proprietà

I petali di rosa possiedono anche numerose proprietà che ne consentono l’impiego in erboristeria e fitoterapia. Queste splendide parti della rosa contengono infatti vitamina B C, K e sali minerali, come potassio, rame e zinco. Con i petali delle rose si possono anche preparare infusi, decotti, acqua di rose e lozioni da applicare sulla pelle in caso di patologie dermatologiche. I petali di rosa, immersi in acqua calda e respirati da chi è colpito da influenza e tosse, hanno anche proprietà espettoranti. Esiste anche il tè ai petali di rosa, da assumere in caso di influenza, raffreddore o mal di gola. I petali di rosa si possono usare anche in cucina per preparare gustosi piatti, come l’omonimo risotto.

Petali di rosa : Ricette

Con i petali di rosa, come accennato al precedente paragrafo, si possono preparare delle gustose ricette. I petali, infatti, hanno la virtù di insaporire diversi piatti a base di pasta e riso, oppure delle insalate. I petali da usare nei piatti a base di pasta e riso devono essere freschissimi e non trattati con diserbanti. In genere si usano solo i petali delle rose rosa. Queste parti della pianta distaccano dalle rose fresche e si puliscono con un panno sottile e umido. Si tagliano poi in listelli sottili e si aggiungono alla pasta o al riso appena cotti o alle insalate. Il gusto dei petali di rosa è molto delicato e serve solamente ad insaporire meglio i piatti da preparare. Non tutti apprezzano il gusto dei petali di rosa. In effetti, queste parti della pianta sono leggermente insipide e per gustare a fondo un piatto a base di petali di rosa, bisogna insaporire un po’ di più con il sale. Le ricette più famose da realizzare con i petali di rosa sono le tagliatelle e il risotto. Con i petali di rosa si possono preparare anche dei dolci, come il sorbetto, oppure dei fritti. I petali di rosa da friggere vanno sempre prelevati da rose non trattate con prodotti chimici. Dopo averli immersi in una “pastetta” di acqua e farina, gli stessi petali vanno fritti nell’olio bollente. Il loro gusto particolarmente aromatico è molto apprezzato dagli estimatori della buona cucina.

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