Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

Anemia: un rimedio naturale LA MELA CHIODATA

La funzione primaria del ferro è quella di legare l’ossigeno alle molecole che hanno il compito di trasportarle all’interno del corpo, è presente sia in alimenti di origine animale che in quelli di origine vegetale, il fabbisogno giornaliero di ferro varia tra i sessi e le fasi della crescita, in base alle differenti perdite giornaliere.
La carenza di ferro si manifesta con pallore, tachicardia, anemia da ferro, astenia (riduzione della forza muscolare), abbassamento delle difese immunitarie, concentrazioni eccessive di ferro, invece, ne provocano l’accumularsi in alcuni organi, quali fegato, pancreas, e miocardio (massa muscolare del cuore), danneggiandoli, mentre il sovraddosaggio da ferro viene associato principalmente ad una patologia genetica, chiamata emocromatosi.

Il ferro è il secondo minerale più importante per il nostro corpo, e ci risulta sempre difficile assimilarlo, un buon modo per assimilarlo è la vitamina C, grande coadiuvante: condire della cicoria, dell’insalata o dei carciofi con il limone aiuta il ferro a entrare in circolo del nostro organismo.

mela-parti

Questa preparazione Bionutrizionale era utilizzata nella tradizione popolare nei casi di carenza organica di ferro, quando i preparati farmacologici a base di ferro non erano ancora conosciuti. Si utilizza questo rimedio semplicissimo ed efficace, anche in considerazione dei numerosi effetti collaterali provocati dai farmaci contenenti il suddetto ione. In questa sede ricordiamo che l’emoglobina è il trasportatore per eccellenza non solo di ossigeno, ma anche di tutti i metaboliti e cataboliti; una carenza cronica di ferro provoca uno scarso assorbimento di sostanze alimentari per difetto di trasporto e una detossicazione organica insufficiente: si considerino i sintomi di un soggetto anemico con tutte le sue problematiche. La somministrazione di farmaci contenenti ferro esercita un effetto inibitorio, se non addirittura un blocco, sulla residua capacità fisiologica di assorbimento intestinale di questo ione. La mela chiodata si prepara con un comune chiodo di ferro di carpenteria, che viene lavato accuratamente con detergenti ( per eliminare gli oli minerali usati durante la lavorazione); è sufficiente impiegare 1 solo chiodo, in quanto l’assorbimento massimo giornaliero in un individuo adulto è di circa 1 mmg di ferro al giorno. Il chiodo si infila totalmente in una mela e qui viene lasciato per 24 ore. Il rischio di contaminazione paventato da qualche paziente è in realtà inesistente, poichè l’acido malico della mela, oltre a rendere il ferro biodisponibile, esplica un’azione di inibizione sulla flora batterica. La mela va consumata di mattina, e comunque sempre a digiuno, affinchè il ferro reso biodisponibile si trovi a contatto con una mucosa intestinale libera dalla presenza di altri componenti alimentari. Lo stesso chiodo deve essere infilato, appena liberato dalla prima mela direttamente in un’altra mela, e non va lavato, altrimenti l’acqua provocherebbe un’ossidazione non necessaria. Dopo qualche giorno il chiodo perde la zincatura ( molto utile sarà anche la piccola quota di zinco assorbita quotidianamente) e assume gradualmente un colore bruno: solo a questa punto la cessione del ferro diventa quantitativamente significativa e l’accelerato metabolismo della serie rossa migliorerà ulteriormente la capacità di assorbimento e di utilizzazione organica. La mela chiodata è priva di effetti collaterali e viene prescritta in tutte le sideropenie primarie o secondarie, a parassitosi intestinale, sindromi di malassorbimento, gravidanza, allattamento, trattamenti chemioterapici ecc; i risultati si manifestano dopo 2 settimane circa e a distanza di 1-2 mesi di cura le riserve organiche di ferro rientrano solitamente nei valori normali, a meno di gravi patologie della serie rossa.

Che cos’è la “serie rossa”? qualche ragguaglio lo trovi su questo link

Fonte: Bioterapia nutrizionale, Il potere farmacologico degli alimenti, Arcari Morini, D’Eugenio, Aufiero

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