Alla natura si comanda solo ubbidendole. Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

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Piaghe

piaghe
Le piaghe si differenziano dalle ferite per la loro scarsa tendenza alla cicatrizzazione e quindi alla guarigione.
Possono essere causate da agenti fisici o chimici, da mancata irrorazione del sangue o da microbi. Vengono curate con impacchi locali tiepidi a base di erbe dalle virtù vulnerarie quali la consolida e l‘aglio e vengono disinfettate con acqua ossigenata.
RICETTA n.1
– 50 gr di radici secche di consolida maggiore
– 250 gr di acqua
Lasciate macerare per due ore le radici secche e polverizzate nell’acqua. Quindi bollite per dieci minuti e fatene degli impacchi sulle parti da curare.
RICETTA n.2
– 20 spicchi d’aglio sbucciati
– 1 litro d’acqua
Mettete l’aglio nell’acqua bollente e tenetela ben chiusa per circa un’ora. Trascorso questo tempo fatene degli impacchi locali tiepidi sei volte al giorno.
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Semprevivo

Sempervivum tectorum L.

Sopravvivo – Erba da calli – Sempreìo – Erba vouja – Articiochi mati – Erba da cài – Semparviv – Oregliàrie – Urciaela – Erba trouna – Orencine

Crassulacee

Sempervivum_tectorum_A

Due sottospecie di Semprervivum tectorum L., l’alpinum e la schiottii, son opiante alpine che arrivano fino ad altitudini di 2.400- 2.700 m. La specie tectorum può essere presente anche oltre i 2.000 m sulle rupi delle Alpi e degli Appennini centro- settentrionali. In pianura, cresce sopra i ruderi, negli anfratti dei vecchi muri e sui tetti, come indica molto chiaramente il nome della specie, termine approssimativo ideato da Linneo, per queste piante. Si credeva, un tempo, che questa Crassulacea proteggesse le case dal fulmine. Una pianta perenne, rustica, che assomiglia un poco al carciofo, è molto nota, ma forse non sono altrettanto conosciute le sue proprietà medicinali. Non vi è epoca precisa per raccoglierla, nè occorre farla essiccare; è sufficiente raccoglierne una foglia fresca. Si può immaginare un medicamento più semplice? Il semprevivo serve ad alleviare il dolore delle bruciature e a curare le dermatosi e soprattutto dei calli. La pianta ha pochissime esigenze; un pugno di terra, qualche rara pioggia; in terreni aridi la sua fioritura è più abbondante e più bella. Altre specie di semprevivo sono piante ornamentali che vengono utilizzate tra i sassi dei giardini situati nelle regioni a clima secco.

sempervivum tectorum

Habitat: un pò dovunque nella Penisola e nelle Isole, dal piano alle zone montane; in terreni sassosi e sui tetti, nelle fenditure dei vecchi muri e sui ruderi; fino a 2.000 – 2.400 m.

Identificazione: da 20 a 50 cm. Perenne, stecco fiorale eretto, carnoso e molto foglioso; foglie basali a rosetta, sessili, grasse, imbricate, oblunghe, a punte acute spesso rosse, con lamine glabre e margini ciliati; fiori rosa striati di porpora (giugno-agosto), subsessili o brevemente picciolati, in corimbi terminali, 8 – 20 sepali, 8 – 20 carpelli divergenti; follicolo che si apre con una fenditura e contenente numerosi semi su due ranghi; il ceppo emette dei ricacci. Odore debole; sapore acidulo.

Parti utilizzate: foglie fresche, succo fresco.

Costituenti: tannino, mucillagine, acido malico e formico.

Proprietà: antispasmodico, astringente, emolliente, vulnerario.

USO INTERNO E USO ESTERNO – utilizzazione farmaceutica

Indicazioni: callo, dermatosi, diarrea, emorroidi, occhi, piaga, puntura, scottatura, screpolature.


Aglio

Allium sativum

Liliacee

Si ritiene che l’aglio sia originario dell’Asia centrale; coltivato fin dall’antichità più remota e poi sempre migliorato, fino ad ottenere le varietà a grosso bulbo del Medio Oriente e del Mediterraneo, fu introdotto in Europa non appena vi prese piede l’agricoltura organizzata. Molto apprezzato da Greci e Romani, l’aglio non raccoglieva però il favore dei loro dèi, che non gradivano gli effetti di questa pianta aromatica sull’alito dei fedeli: ci ne aveva mangiato, infatti, non doveva entrare nei templi.

E’ senza dubbio la più nota fra le piante che riuniscono in sè virtù gastronomiche e curative. Nell’Esodo l’aglio è citato fra i più preziosi beni che gli Ebrei dovettero lasciare in Egitto e tutti i medici e i naturalisti dell’antichità parlano di questa pianta. Ma le innumerevoli specie del genere Allium sono impiegate anche a scopo decorativo: sono attualmente in commercio oltre trenta varietà; l’Allium sativum e l’Allium moly venivano usate come piante da fiore già due secoli fa.

L’odore particolare dell’aglio e la maggior parte delle sue proprietà sono dovute alla presenza, nel bulbo, di un’essenza sulforata, il cui principio attivo, l’allicina, è antisettico. Il bulbo contiene inoltre: enzimi, ormoni sessuali, vitamine, A, B1, B2, PP, C, sali minerali e oligoelementi. Il succo fresco dell’aglio ha un’azione antisettica più forte che l’essenza isolata e combatte lo sviluppo di numerosi germi patogeni. L’allicina, volatile, agisce a distanza: la maschera protettiva dei medici nel Medioevo, imbottita d’aglio, era davvero efficace. I soldati russi, durante la Seconda Guerra Mondiale, portavano con sè degli spicchi d’aglio, che dovevano schiacciare sulle ferite, contro le infezioni.

aglio1

Proprietà: antidiabetico, antisettico, antispasmodico, callifugo, diuretico, espettorante, ipotensivo, stimolante, tonico, vermifugo

USO INTERNO E USO ESTERNO – Utilizzazione farmaceutica e utilizzazione veterinaria

indicazioni: appetito, arteriosclerosi, ascesso, asma, cancro, circolazione, cuore, epidemie, enfisema, diarrea, gotta, ipertensione, litiasi, parassitosi, pertosse, piaga, polmoni, reumatismi, tabagismo, ulcera.


Tormentilla

Potentilla erecta (L.) Raeusch

Erba da biscia – Tormentina – Erba merella

Rosacee

 tormentilla 1

Questa è una potentilla originale, che si distingue dal cinquefoglio e dalla argentina, per i suoi fiori a 4 elementi, invece dei 5 presenti nelle altre due. L’origine del nome indica in quale considerazione erano tenute le proprietà medicinali di questa pianta. Potentilla deviva dal latino potens: potente. Tormentilla deriva da tormen: colica; questa denominazione è assegnata a quelle piante con potere astringente e che guariscono le coliche. Pianta sconosciuta nell’antichità, la Tormentilla ebbe riconosciute le sue proprietà nel XVI sec e fu utilizzata contro diversi dolori, quello di denti e naturalmente le coliche. Il suo rizoma si utilizza subito dopo l’essiccamento; è quindi inutile fare delle grandi scorte. Il suo alto contenuto di tannino la rende incompatibile con altre sostanze, come il ferro, gli alcali, lo iodio, alcuni metalli pesanti, come il bismuto e il rame, e con altre piante medicinali come l’aloe, la camomilla romana, il condros. Utilizzata per lungo tempo come antidiarroico, la tormentilla è stata soppiantata dalla ratania, Krameria e Trianda Ruiz. e Pav., pianta esotica che entra come componente in parecchie preparazioni officinali.

 tormentilla 2

NON USARE RECIPIENTI  DI FERRO NE’ PER LA PREPARAZIONE NE’ PER LA CONSERVAZIONE

Habitat: prati, radure, pascoli delle zone umide, regioni submontane e alpine, fino a 2200 m.

 

Identificazione: da 10 a 40 cm. Perenne, fusto eretto o prostrato, gracile, ramificato, foglioso; foglie alterne, picciolate, trifogliate, dentate, quelle caulinari con picciolo corto, munite di due stipole incise; fiori gialli (maggio – ottobre), piccoli, solitari, con lunghi peduncoli, calice a 4 segmenti diritti, 4 sepali più grandi, 4 petali piccoli con margine incavato alla sommità, carpelli lisci; achenio liscio; rizoma spesso, corto, nodoso, brunastro all’estreno, bianco verdastro al taglio, che diventa rosso rapidamente. Odore nullo, sapore astringente.

 

Parti utilizzate: rizoma essiccato (marzo – aprile); togliere le radici e i fusti, essiccare al sole o nel forno tiepido.

 

Costituenti: tannino, tormentolo, un pigmento, amido.

Proprietà: astringente, cicatrizzante, emostatico

Uso interno uso esterno e utilizzazione farmaceutica

 

Indicazioni terapautiche:  afta, diarrea, emorroidi, gengive, leucorrea, piaga.